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L’ex dirigente dei Toronto Raptors non siede più in nessuna front office NBA, ma chi lo conosce sa che non si è mai allontanato dal gioco. Sta preparando un rientro più calcolato di quanto sembri.
Partiamo dai fatti. Ujiri è entrato nel gruppo proprietario dei Toronto Tempo, nuova franchigia WNBA. Vista dall’esterno, sembra un semplice investimento. Ma il livello più profondo è chiaro: restare nel sistema della pallacanestro professionistica, mantenere relazioni, osservare l’evoluzione del business. Lo dice lui stesso: “Passo molto tempo a studiare le tendenze NBA, analizzando altri campionati.”
E qui arriviamo a quello che pochi collegano. La vera spinta non è solo ambizione professionale. Risale a una notte precisa: gara 6 delle Finals 2019, Oracle Arena. I Raptors vincono il titolo e Ujiri viene fermato dalla sicurezza, impedendogli di raggiungere il campo. Ne seguirono cause legali poi ritirate, ma la ferita non si è mai chiusa. “C’è una fame dentro di me per quello che è successo,” ha detto. “Voglio vincere di nuovo per potermi godere il momento.”
Ujiri non sta aspettando una telefonata. Sta costruendo un profilo da proprietario-dirigente, modello sempre più diffuso nella NBA moderna. I Tempo gli permettono di affinare competenze gestionali senza i vincoli di una front office tradizionale, segnalando al mercato che è pronto.
Il consiglio: tenete d’occhio le franchigie in ristrutturazione. Quando una cercherà una figura carismatica con credibilità internazionale e un anello al dito, Ujiri sarà tra i primi nomi sul tavolo. Vuole un altro titolo NBA. E questa volta, intende festeggiarlo fino in fondo.
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Verificato da un esperto: Gabriele Riva
